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La clonazione salverà la professione

Per il Ministero della Sanità è l'unica strada praticabile

Roma - Saranno le tecniche messe a punto dai ricercatori cinesi a risolvere l'emergenza infermieristica. L'esperienza e le tecniche già utilizzate a Pechino per allontanare il rischio di estinzione del panda gigante, potranno arginare la più grave crisi di disaffezione alla professione che l' Italia ricordi dal dopoguerra ad oggi.
All'alba del nuovo millennio, la tecnica della clonazione è dunque, per il Ministero della Sanità, l'unica soluzione praticabile, anche se i tempi non si preannunciano rapidi.
A parte gli anni necessari per lo sviluppo dei cloni ed il loro indottrinamento (anche se si prevede di immetterli sul mercato del lavoro intorno ai 15 anni d'età), notevoli sono gli ostacoli che andranno affrontati ed i dettagli ancora da mettere a punto. Vediamo insieme i principali:

a) Le poche infermiere in circolazione hanno conservato intatto il loro DNA ?
O le condizioni lavorative ne hanno irrimediabilmente rovinato il codice genetico ?

b) Quale sarà lo status giuridico dei cloni ?
E' già scontro tra giuristi illuminati, che auspicano una parziale equiparazione ai loro corrispettivi umani, e legislatori retrogradi che negano loro ogni diritto. E' di quest' ultimi la proposta del tatuaggio intradermico del numero di inventario dell' ASL di appartenenza, così da attestarne l'esclusiva proprietà.
Tutti comunque concordano nel ritenere che, almeno per il momento, non sia prudente concedere ai cloni il diritto di voto.

c) Nella selezione del 23° cromosoma, quale sesso andrà privilegiato ?
Verrà mantenuta la storica prevalenza femminile, garantendo dipendenti più docili ed affidabili, ma a rischio di frequenti assenze per maternità ?
Oppure verrà ribaltato il rapporto, a favore dell'elemento maschile, per ottenere manodopera più robusta ma con un maggior grado di inerzia e stolidità ?

Ma soprattutto:
d) I cloni hanno un' anima ?


Infermieri italiani: è esodo.

Altri 10 gommoni avvistati al largo delle coste canadesi

Gli ospedali italiani in ginocchio

Hopedale (Terranova) - Continua senza sosta lo sbarco lungo le coste canadesi di gommoni carichi di infermiere italiane. Attratte dai lauti guadagni delle colleghe d'oltreoceano (un mensile di oltre 5 milioni di lire al cambio attuale), professionali d'ogni età, stipate su fragili imbarcazioni, fanno rotta verso un più roseo futuro, lontane dalla grama esistenza a cui sono costrette dagli stipendi da fame della loro patria. Le autorità canadesi hanno fatto sapere che sarà loro concesso un permesso di soggiorno temporaneo a fini umanitari. Si calcola che almeno 50000 siano le I.P. sbarcate in questi ultimi mesi e rapidamente assorbite dal mercato del lavoro, anche grazie alla accoglienza garantita alle nostre emigranti dalla numerosa comunità italiana del luogo.
Si spera che almeno l'inverno, con l'inasprirsi delle condizioni metereologiche e la comparsa dei primi icebergs nel Mar del Labrador, possa rallentare l'emorragia dei dipendenti del SSN, che sta mettendo in ginocchio tutte le strutture ospedaliere nazionali. A nulla è valso l'appello del Ministro della Sanità, che ieri ha promesso un sostanzioso taglio al prezzo dei buoni mensa, che passerebbero da 2000 a 1500 lire.
Brevi dal mondo
Roma - Scandalo alla Federazione dei Collegi, dopo la scoperta che anche un'infermiera, ora stimata DAI, era stata reclutata dai Servizi Segreti russi negli anni '70.
Dal Dossier Kgb è infatti saltato fuori il nome di una professionista dipendente di una nota clinica romana dove anziani senatori e ministri della Repubblica venivano ricoverati per problemi urologici.
Per carpire le informazioni da passare alla potenza nemica, la spia non difettava di fantasia.
Le microspie erano montate sulla punta dei Foley.
Forte dei marmi - Da una commissione formata da satiri suoi pari, il chirurgo PierSilvio Poliponi è stato insignito della Mano Morta d'Oro. Il premio NON era riferito alla sua abilità con il bisturi.